Lo stato dell’economia ucraina dopo un anno di guerra


L’inflazione al 26 per cento, i tassi d’interesse al 25 e il crollo di un terzo del PIL. Ecco la fotografia dell’economia ucraina dopo un anno dall’inizio del conflitto, mostrata dai dati del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Ucraina.

Il Prodotto Interno Lordo di Kyiv negli anni precedenti viaggiava sopra il 3 per cento, senza contare il 2020 falsato dalla pandemia. L’aumento dei prezzi al consumo in dodici mesi è più che raddoppiato. Inoltre, il 24 gennaio la Kyiv School of Economics ha quantificato in 138 miliardi i danni subiti dalle infrastrutture, con gli edifici residenziali danneggiati o distrutti che ammontano a 149.300. L’ultimo report della Banca mondiale ha stimato in 252 miliardi le perdite totali per la chiusura delle attività commerciali.

A fronte di tutto ciò e per evitare che – una volta finita dalla guerra – non sia l’economia a dare il colpo di grazia agli ucraini, sono stati previsti diversi aiuti finanziari. Con l’obiettivo di schivare il default, i creditori internazionali hanno congelato fino al termine del 2023 il pagamento di 20 miliardi di dollari di obbligazioni. Il debito pubblico per il momento è salvo.

Gli aiuti finanziari internazionali

Lo scorso 19 dicembre il Fondo Monetario Internazionale ha approvato il “Program Monitoring with Board involvement”, un progetto di quattro mesi per mantenere la stabilità economica nel Paese e attrarre donazioni.

Dopo aver erogato 13 miliardi di dollari nel 2022, l’amministrazione americana guidata da Joe Biden intende continuare il proprio supporto offrendone altri 14,5. Ma gli aiuti non sono previsti solo da Washington.

Tre miliardi sono arrivati a Kyiv il 17 gennaio come prima tranche, a copertura dei mesi di gennaio e febbraio, di un pacchetto da 18 miliardi che l’Unione Europea invierà all’Ucraina distribuendolo per tutto il 2023. Lo scopo è soddisfare il fabbisogno finanziario del Paese sotto attacco. Nello specifico servirà a pagare gli stipendi e le pensioni, a garantire i servizi pubblici essenziali (come ospedali e scuole) e a riparare le infrastrutture critiche danneggiate.

Tra le richieste avanzate da Bruxelles a Kyiv per ricevere le successive rate mensili da un miliardo e mezzo, c’è l’approvazione di riforme per rafforzare lo Stato di diritto e la lotta alle frodi e alla corruzione. L’obiettivo ultimo è sostenere il Paese guidato da Volodymyr Zelensky nel percorso verso l’integrazione europea. Questo strumento di assistenza macrofinanziaria è un prestito che l’Ucraina ripagherà in 35 anni a partire dal 2033. Gli Stati membri dell’UE si occuperanno di coprire il costo degli interessi. Il pacchetto era stato approvato dal Consiglio il 14 dicembre, dopo la proposta della Commissione dello scorso 9 novembre.

Non si sono mosse solo le istituzioni dell’Unione Europea. Dopo la conferenza di Parigi del 13 dicembre 2022, intitolata “Solidali con il popolo ucraino” e organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron, è stata decisa l’erogazione di 1 miliardo di euro da parte di 47 Paesi, con lo scopo di aiutare il popolo ucraino a superare l’inverno. In particolare, 415 milioni saranno destinati al settore energetico, 38 all’alimentazione, 25 all’acqua, 22 ai trasporti, 17 alla salute e il resto da stabilire in base alle necessità. Volodymyr Zelensky aveva chiesto almeno 800 milioni per far fronte al blackout e al terrore energetico causati dai bombardamenti: il risultato ha superato la richiesta.

L’appuntamento nella capitale francese ha fatto seguito alle conferenze di Lugano, Varsavia e Berlino dei mesi precedenti ed è stato reso necessario dal cambio di strategia della Russia, che sta cercando di indebolire la resistenza ucraina colpendo le infrastrutture civili.

Di |2024-06-12T12:35:46+01:00Febbraio 24th, 2023|Economia e Mercati, MF|0 Commenti