I giovani alle prese con l’inflazione e i rimedi per ridurne gli effetti


Dopo la pandemia, Millennial e Generazione Z si stanno ora confrontando con una nuova sfida: l’inflazione. L’impennata del livello dei prezzi, per i più giovani, è un evento totalmente nuovo. Non è così, invece, per le generazioni precedenti, quelle dei loro genitori, che hanno vissuto prolungati periodi di risalita dell’inflazione.

L’interruzione delle catene globali di approvvigionamento ha causato dei lunghi tempi di attesa delle merci, facendone aumentare i prezzi. La ripartenza post pandemica ha aumentato la richiesta di energia in molti settori industriali desiderosi di recuperare il tempo perso, facendo crescere il costo dell’energia stessa, fenomeno che è poi stato esacerbato dalle difficoltà legate al conflitto in Ucraina.

Nonostante si tratti di qualcosa di nuovo, però, ai giovani non mancano soluzioni creative per ridurre gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi e proteggere il potere d’acquisto dei loro guadagni.

Stratagemmi per fronteggiare l’inflazione

La sharing economy, ad esempio, rappresenta un aiuto notevole perché offre soluzioni di condivisione che possono aiutare ad abbassare i costi.

Per rispondere agli aumenti del prezzo della benzina, ad esempio, è possibile sfruttare il car sharing. Nonostante questo servizio risenta dell’inflazione, resta comunque una buona soluzione per evitare spese maggiori. Per ammortizzare gli spostamenti su tragitti più lunghi, è invece possibile usare il car pooling, che permette la condivisione dell’auto con altre persone che devono raggiungere la stessa destinazione dell’autista.

Anche chi si muove spesso in bici, o sta cominciando a farlo per contrastare l’aumento del costo della benzina, può sfruttare servizi di sharing di biciclette per abbattere ulteriormente i costi. Un servizio di bike sharing è ormai presente in quasi tutte le città italiane e molti di questi, nel tempo, hanno aggiunto la possibilità di scegliere bici elettriche o bici con seggiolini per bimbi, in modo da venire incontro anche alle esigenze delle famiglie.

Ma, poiché l’inflazione fa sentire i propri effetti anche sul carrello della spesa, può essere utile cambiare il modo in cui si acquistano i prodotti alimentari. Per ridurre il costo, c’è la possibilità di usare i gruppi di acquisto, che nascono quando più consumatori si mettono insieme e decidono di comprare i beni direttamente dal produttore, evitando il passaggio dalla grande distribuzione che spesso causa un forte incremento dei prezzi. Spesso, ma non necessariamente, i gruppi d’acquisto hanno anche finalità solidali: con approccio attento e critico, scelgono di rivolgersi a produttori che seguono principi di equità e sostenibilità ambientale. Non offre la comodità della prossimità del supermarket, ma è un ottimo modo per risparmiare sul cibo compiendo, contemporaneamente, un’azione positiva per la società.

Le app antispreco sono poi un’altra soluzione per abbassare i costi della spesa alimentare. La diffusione di questo genere di app si è avviata negli ultimi cinque anni e sta ottenendo un discreto successo. Una delle più note e diffuse è Too Good To Go, ma ormai ce ne sono moltissime. Il produttore di cibo vende a un prezzo scontato gli alimenti che non è riuscito a vendere durante il giorno e grazie alla geolocalizzazione è possibile capire dove si trovi l’offerta più vicina. Il funzionamento è vincente perché permette all’utente di comprare del cibo (si trova ogni genere: dalla carne ai prodotti vegani, dai dolci al pane) a prezzi scontati, al produttore di guadagnare un po’ sull’invenduto e, infine, evita che del cibo venga buttato.

Cose di casa

Tra quelli che hanno risentito maggiormente dell’inflazione, ci sono anche i giovani che stavano o stanno per comprare una casa con un mutuo. L’acquisto di una casa è un processo lungo e complesso, che ha fortemente risentito dell’aumento dei tassi di interesse annunciato dalla Banca Centrale Europea per fine luglio.

L’annuncio della BCE ha causato un aumento dei tassi di interesse che le banche commerciali applicano sui mutui: così nell’arco di qualche settimana, tra aprile e maggio, i tassi per i giovani sono passati da 0,1 o 0,2 per cento a quasi il 2 per cento: 2 punti percentuali potrebbero sembrare poca cosa, ma è una grossa differenza quando ci sono in ballo cifre elevate come quelle necessarie per acquistare una casa.

Tuttavia, alcune soluzioni, seppur parziali, esistono: come la scelta del mutuo di un tasso variabile con un cap, cioè una soglia oltre la quale i tassi d’interesse non posso salire. In generale, essendo in corso un rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, è consigliabile cercare di bloccare il livello del tasso d’interesse, che sarà maggiore di quello che poteva essere qualche mese fa, ma che sarà sicuramente inferiore a quello dei prossimi mesi.

Di |2024-06-14T07:37:14+01:00Luglio 15th, 2022|Economia e Mercati, Lifestyle, MF|0 Commenti