Quando la presenza territoriale diventa protezione: Adecco aderisce al progetto Punti Viola


Più di 40 anni fa, il filosofo e antropologo francese Marc Augé teorizzò per la prima volta il concetto di “non-luoghi” per indicare quegli spazi tipici della modernità globale, come stazioni, centri commerciali, aeroporti, supermercati, pieni di persone, eppure impersonali, anonimi, temporanei.

In questi spazi, tutte quelle dimensioni che definiscono, al contrario, un “luogo antropologico” solitamente mancano: l’identità, le relazioni, la memoria condivisa, il senso di appartenenza.

Quando, nel 2022, è nato il progetto Punti Viola di DonneXStrada, Associazione no profit impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne e nella promozione della sicurezza in strada, l’idea — semplice e al tempo stesso rivoluzionaria — era restituire ai luoghi il loro senso più umano, trasformandoli in spazi capaci di accogliere, sostenere e proteggere concretamente chi si trova in difficoltà, chi ha paura o subisce violenza.

Così bar, ristoranti, farmacie e aziende si trasformano in approdi sicuri, mentre le persone che li vivono ogni giorno diventano sentinelle vigili e non più testimoni inermi. In una parola, si fanno comunità.

Lo scorso 25 novembre, proprio in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, 17 filiali Adecco in tutta Italia sono diventate ufficialmente Punti Viola, presidi di sicurezza e accoglienza per le donne che hanno bisogno di aiuto.

Abbiamo chiesto a Bianca Hirata, Co-founder e Direttrice Creativa di DonneXStrada, e ad Antonio Iosco, Responsabile Commerciale di Adecco Italia, di raccontarci la loro esperienza su un progetto così importante, le motivazioni che hanno spinto alla collaborazione e l’impatto concreto che i Punti Viola stanno già avendo sul territorio.

Ridisegnare comunità cambiando le persone

La cronaca e gli eventi quotidiani ci insegnano che il fatto che un luogo non sia solitario o isolato non lo rende necessariamente sicuro; dunque, cosa può rendere uno spazio davvero tale? Per Bianca Hirata il progetto dei Punti Viola nasce proprio da questa domanda e da un’intuizione:

“Creare luoghi sicuri significa formare persone in modo che abbiano strumenti e competenze per saper leggere una situazione di pericolo e intervenire prontamente. Quando abbiamo iniziato ad avanzare questa proposta, le reazioni erano spesso: ‘Ma dai, non capita mica tutti i giorni che una donna subisca episodi di violenza o molestie. Perché creare un Punto Viola dovrebbe richiedere tutto questo lavoro e attivazione?’ Proprio queste domande ci hanno fatto capire che eravamo sulla strada giusta: non è ancora chiaro quanto sia importante avere persone preparate sul territorio. E la formazione non è utile solo a intervenire in caso di pericolo immediato, ma anche a sviluppare le competenze necessarie per accogliere, ascoltare in modo non giudicante e supportare chi sta vivendo una situazione difficile.

La formazione e l’educazione diventano dunque strumenti irrinunciabili per far nascere una nuova consapevolezza individuale e, di conseguenza, collettiva. Antonio Iosco ha condiviso la sua esperienza e la sua prospettiva:

“Come uomo, ho sempre sentito una naturale vicinanza a questi temi, una sensibilità che mi appartiene e che mi ha portato a voler capire di più. Il percorso formativo mi ha aiutato a comprendere meglio e in modo più concreto e operativo quali sono le azioni da compiere per offrire supporto, quali passi seguire, quali protocolli avere in mente, al di là della condivisione di contatti utili e numeri di emergenza. Per questo ritengo la collaborazione tra Adecco e DonneXStrada profondamente significativa. Una filiale è uno spazio aperto al pubblico, ci pone, dunque, in una posizione privilegiata per accogliere, ascoltare e aiutare chi si trova in difficoltà. Possiamo realmente fare la differenza nella vita di qualcuno nel momento in cui si presentano situazioni di questo genere. La filiale diventa così un presidio locale di prossimità, inserito nella quotidianità del territorio, capace di dare alle persone la certezza che lì dentro troveranno qualcuno disposto (e preparato) ad aiutare.”

La risposta delle aziende

Come si è evoluta l’iniziativa Punti Viola in questi anni?

“Abbiamo costruito il progetto ad hoc e deciso di partire formando i primi 100 Punti Viola: farmacie, bar e, in generale, i luoghi di prossimità che frequentiamo ogni giorno” racconta Bianca.” Poi è arrivata la prima grande azienda a credere nel progetto. Da lì, a cascata, si sono aggiunte altre realtà. È un passaggio importante e positivo, ma per noi resta fondamentale non perdere la radice di prossimità, che abbiamo ritrovato proprio nelle filiali di Adecco: luoghi su strada, vicini alla comunità. Con Adecco, sapere che una filiale è un Punto Viola può far sì che, ad esempio, durante un colloquio – un momento in cui la relazione si fonda già su ascolto e fiducia – una persona trovi uno spazio per aprirsi e raccontarsi, e che questo racconto possa far emergere situazioni di violenza subite tra le mura domestiche, in strada o altrove.”

Il privilegio della responsabilità

Diventare un Punto Viola significa assumersi concretamente la responsabilità dell’accoglienza e della cura. E per Antonio questa responsabilità è un privilegio unico:

“La consapevolezza di essere un punto di riferimento e un presidio, pur non essendo un centro antiviolenza, può generare timore e apprensione. Tuttavia, siamo pienamente consapevoli del nostro ruolo fondamentale: agire da ponte tra la persona in difficoltà e la rete territoriale di supporto, offrendo un aiuto concreto e qualificato.”

Oggi più che mai è necessario poter contare su una rete di supporto per crescere, per affrontare le sfide della vita, per proteggersi da eventuali pericoli. Per questo i Punti Viola sono così preziosi, e lo sono ancora di più in quanto aziende, luoghi commerciali e spazi di lavoro in cui tutti noi trascorriamo gran parte delle nostre giornate.

I Punti Viola sono un’opportunità, per parafrasare Augé, “di aprire gli occhi su una realtà che normalmente guardiamo senza vedere” con coraggio, amore e umanità.

Di |2026-01-15T10:34:58+01:00Gennaio 14th, 2026|MF|0 Commenti
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