Così, all’università, si studia l’evoluzione green nel mondo del lavoro


Un osservatorio per monitorare quel che sta accadendo e che accadrà in un settore giovane e ancora in evoluzione come la green finance, per studiare lo stato dell’arte degli investimenti sostenibili e responsabili (Sri) e delle attività imprenditoriali legati ai fattori Esg (Environmental, social, governance). È O-Fire, il nuovo centro scientifico dell’Università Bicocca di Milano.

O-Fire è l’acronimo di “Finanza d’impatto e sue ricadute economiche”: l’osservatorio infatti nella sua dimensione accademica nasce per promuovere la partecipazione dei ricercatori a progetti di ricerca competitivi, per organizzare seminari, workshop, convegni e altre iniziative di divulgazione scientifica, per favorire collaborazioni con imprese, istituzioni e centri di ricerca e incentivare programmi di formazione sui temi di interesse dell’Osservatorio.

«Abbiamo pensato a una attività di ricerca rigorosa ma mirata a una immediata applicazione nel mondo bancario e finanziario», dice Lucia Visconti Parisio, docente di Scienza delle Finanze dell’Università di Milano-Bicocca e coordinatrice scientifica di O-Fire.

Questa iniziativa tocca una delle tematiche fondamentali del piano strategico dell’ateneo milanese, e permette di cercare – e trovare – le giuste risposte ai nuovi bisogni e ai nuovi scenari posti dal settore finanziario, che sempre più si dovrà dotare di strumenti in grado di supportare la transizione ecologica. In più, aggiunge la coordinatrice del progetto, «ci stiamo dedicando all’analisi della cosiddetta tassonomia dell’Unione europea, per meglio comprendere i criteri e le attività che qualificano un investimento come sostenibile ed ai legami che questi elementi hanno sulla performance delle imprese».

L’università ha le conoscenze che derivano dall’attività di ricerca e che devono essere rese fruibili attraverso uno sforzo di divulgazione e di adattamento alla realtà produttiva.

Lucia Visconti Parisio, docente di Scienza delle Finanze dell’Università di Milano-Bicocca

In un’ottica di lungo periodo, invece, l’Osservatorio studierà l’impatto degli investimenti sostenibili sull’effettivo processo di decarbonizzazione e l’efficacia dei diversi canali di finanziamento, con uno sguardo sulle imprese.

O-Fire nasce da una partnership tra l’Università di Milano-Bicocca, Banca Generali Spa e Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt). Un dettaglio non marginale: «Insieme – spiega Lucia Visconti Parisio – condividiamo l’esigenza di approfondire le peculiarità degli investimenti cosiddetti sostenibili, cioè quelli che soddisfano i criteri Esg, che tanta parte avranno nel sostenere il processo di decarbonizzazione e garantire il raggiungimento degli obiettivi che l’Unione Europea si è posta al 2050. Obiettivi ambiziosi che necessitano di grandi investimenti, cui dovranno concorrere settore pubblico e settore privato».

E proprio per questo motivo il legame tra ateneo, imprese e istituzioni è molto importante. «Da un lato l’università ha le conoscenze che derivano dall’attività di ricerca e che devono essere rese fruibili attraverso uno sforzo di divulgazione e di adattamento alla realtà produttiva. Anche la ricerca più lontana dalla realtà, come la ricerca di base, nel lungo periodo si traduce in innovazione che può cambiare le nostre vite: penso ad esempio ai risultati che sono stati ottenuti nell’ambito della fusione nucleare che nel giro di meno di trent’anni ci potrebbero portare una rivoluzione nella produzione di energia pulita», dice Lucia Visconti Parisio.

Il rapporto con il mondo produttivo serve a intercettare le nuove necessità in termini di formazione del capitale umano e quindi a creare nuovi percorsi di studio atti a soddisfare queste esigenze e a rinnovare quelli esistenti.

Da un altro punto di vista, invece, l’università svolge il ruolo di primario di formazione avanzata. «Il rapporto con il mondo produttivo – spiega la professoressa – serve a intercettare le nuove necessità in termini di formazione del capitale umano e quindi a creare nuovi percorsi di studio atti a soddisfare queste esigenze e a rinnovare quelli esistenti».

Finanza sostenibile, investimenti responsabili, rispetto degli standard ambientali, sociali e di governance, decarbonizzazione, sono i temi che guideranno lo sviluppo tecnologico, sociale, globale del mondo del lavoro nei prossimi anni. Sarà sempre più importante poter lavorare su competenze e conoscenze di questo tipo a livello universitario e creare un polo di formazione delle nuove generazioni su questi temi.

Quando si parla di tematiche ambientali, di sostenibilità e di decarbonizzazione, però, è fondamentale prima di tutto poter contare sulla consapevolezza nell’opinione pubblica.

Almeno in questo, in Italia, sembra esserci un buon grado di preparazione: «Vedo grande attenzione – dice Lucia Visconti Parisio – sia nel settore finanziario, sia presso cittadini e istituzioni. Le giovani generazioni in particolare si stanno formando a una visione molto attenta e responsabile nei confronti degli aspetti ambientali, e non solo. Molta attenzione viene rivolta anche agli altri criteri di sostenibilità, per un mondo più equo, più inclusivo e rispettoso dei diritti. Il passo successivo è quello di far comprendere che la redditività non è l’unico modo di misurare la validità di un investimento; come investitore posso ricevere una remunerazione più bassa se ho la certezza che i capitali investiti vengano utilizzati per finanziare attività che aumentano il benessere collettivo».

Di |2024-07-15T10:06:48+01:00Marzo 17th, 2022|Formazione, MF, Sostenibilità e CSR|0 Commenti