Il nuovo corso del welfare aziendale dopo il Covid-19


Una storia lunga due anni che si è conclusa con un lieto fine. Il bando statale “Conciliamo”, indetto nel 2019, ha finalmente trovato il suo esito positivo: il Ministero della Famiglia ha reso note le 127 aziende che hanno ottenuto un finanziamento totale di 74 milioni di euro per nuovi progetti di welfare aziendale volti a migliorare la qualità della vita di mamme e papà lavoratori. Adesso, però, i piani andranno rivisti alla luce della pandemia, che – con la diffusione del lavoro a distanza – ha profondamente modificato bisogni ed esigenze delle famiglie.

Con la pubblicazione della graduatoria, abbiamo portato a compimento un altro impegno per agevolare le famiglie e costruire un modello più giusto, in cui i tempi della vita, quelli degli affetti familiari e del lavoro sono riconosciuti e armonizzati.

Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità

Cosa è successo 

La storia del bando è stata piuttosto articolata. Dopo la sua pubblicazione, avvenuta ad agosto 2019, l’iniziativa è stata sospesa, ha poi subito varie modifiche allo scopo di includere anche le piccole e medie imprese (inizialmente escluse) ed è poi ripartita. La valutazione delle candidature ha richiesto molto tempo, visto che i risultati definitivi delle imprese selezionate sono arrivati soltanto due anni dopo l’apertura del bando.

Nel frattempo, è arrivata anche l’epidemia da Covid-19, che ha cambiato in modo radicale il lavoro e anche la sua organizzazione. Adesso la maggior parte delle imprese vincitrici si troverà probabilmente nella difficile condizione di dover ripensare l’impianto inizialmente ipotizzato in sede di candidatura. Un lavoro complesso che, necessariamente, richiederà un ulteriore sforzo da parte dei proponenti, ma anche flessibilità nelle procedure di rendicontazione, un dettaglio certamente non scontato vista la trafila seguita finora dal bando.

Quali servizi?

Al centro dei progetti presentati c’è soprattutto il finanziamento dei servizi per l’infanzia, a partire dagli asili nido, e la possibilità di fare rete tra le aziende, permettendo così alle attività più piccole di appoggiarsi a quelle più grandi. Non c’è solo questo: tra i progetti si trovano anche la cura degli anziani e dei disabili, ormai parte immancabile dell’assistenza familiare che grava sulle lavoratrici e lavoratori, ma anche «il rilancio demografico, l’incremento dell’occupazione femminile, il riequilibrio dei carichi di lavoro fra uomini e donne, il contrasto all’abbandono degli anziani, il supporto della famiglia in presenza di componenti disabili», ha raccontato la Ministra Bonetti.

I servizi dei 127 progetti sono naturalmente rivolti sia alle lavoratrici sia ai lavoratori, nell’ottica di un’equa ripartizione dei compiti familiari, obiettivo strategico anche per le politiche sociali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza assieme all’aumento del tasso di occupazione femminile. Come ha ricordato la stessa Bonetti, le principali beneficiarie del progetto “Conciliamo” sono proprio le donne, che spesso trovano a fatica un’occupazione (nel Sud Italia solo una su due lavora).

Non c’è democrazia senza il pieno raggiungimento della parità di genere. Le donne hanno pagato il prezzo più alto della pandemia.

Sul lavoro, nell’imprenditoria, in ambito domestico. Il Covid non ha creato la disuguaglianza di genere, ma di certo l’ha amplificata, sottolinea Bonetti.


I soggetti vincitori

Nella lista delle 127 realtà selezionate, c’è una grande varietà di progetti e provenienze. Ci sono le grosse società, come Sky, Umana, Telethon, la società agricola Carnj (Fileni) di Jesi (Ancona), ma allo stesso tempo troviamo anche la piccola Cascina Biblioteca di Milano o il Consorzio Prodoos di Napoli, che hanno ricevuto finanziamenti importanti così come i soggetti più grandi.

Proprio la storia della cooperativa partenopea dice molto del perché sia stata selezionata: Proodos è un consorzio di cooperative sociali impegnato sul territorio di Napoli e nella sua provincia in processi di costruzione di reti tra organizzazioni non profit, istituzioni e aziende, in grado di offrire risposte ai bisogni delle persone.

Tra le aziende selezionate c’è anche il consorzio Nip, che raggruppa 140 imprese con 4mila dipendenti della pedemontana pordenonese e che ha partecipato al bando ministeriale con un progetto che ha come obiettivo quello di far conoscere ad aziende e lavoratori le molteplici opportunità del welfare aziendale. Tra le 700 candidature pervenute il progetto è arrivato al trentaduesimo posto, a pochi punti di distanza da quelli delle grandi aziende, e ha ricevuto 450mila euro, di cui 300mila del ministero.

L’obiettivo è quello di creare anche attraverso il welfare aziendale un volano economico per il territorio, favorendo gli acquisti locali: per questo il Nip sta già provvedendo alle convenzioni con la Confcommercio, le farmacie comunali e altre realtà territoriali.

Non mancano poi altri soggetti interessanti. Tra coloro che hanno ricevuto finanziamenti c’è per esempio la Società cooperativa bilanciai di Campogalliano (Modena), una realtà industriale di assoluto rilievo: fattura, infatti, oltre 50 miliardi e nella sede centrale, un moderno stabilimento di 20 mila metri quadri, lavorano oltre 200 soci lavoratori.

Altra società che ha ricevuto finanziamenti è la cooperativa Eureka, di San Donato Milanese. Come recita il loro sito, «un’impresa sociale accreditata dalla Regione Lombardia per tutti i servizi di formazione e di inserimento lavorativo, dalla Consulenza e formazione e l’Educazione finanziaria, fino ai Servizi per il lavoro, Tirocini e Inserimenti lavorativi». Un compito importante, che ha portato il Ministero a erogare oltre 884mila euro, di cui 280 in cofinanziamento. Adesso tocca alle aziende decidere cosa fare con le risorse a disposizione. Considerando che la pandemia, con la diffusione del lavoro a distanza, ha stravolto anche bisogni ed esigenze dei lavoratori.

Di |2024-06-14T07:36:33+01:00Novembre 17th, 2021|MF, Sostenibilità e CSR, Welfare|0 Commenti