Dalle competenze alle politiche attive: ecco cosa serve per far funzionare il PNRR


Nuove competenze, cuneo fiscale più basso, politiche attive rinnovate. In apertura de Linkiesta Festival, si è discusso degli interventi da apportare nel mercato del lavoro italiano per far funzionare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al dibattito “PNRR alla prova. Lavoro, impresa, territorio”, moderato dalla giornalista Lidia Baratta, hanno preso parte Luigi Marattin, Deputato di Italia Viva e presidente della Commissione Finanze della Camera, Chiara Gribaudo, Deputata del Partito Democratico, Roberto Benaglia, Segretario della Fim-Cisl, e Andrea Malacrida, Amministratore Delegato del Gruppo Adecco in Italia (partner del festival).

Le domande da cui il dibattito ha preso le mosse sono state due: Quale impatto avrà il PNRR sul mercato del lavoro? E quali interventi serviranno per far ripartire l’occupazione dopo la pandemia?

Le priorità

Il segretario della Fim-Cisl Roberto Benaglia ha spiegato che la priorità per far funzionare gli investimenti europei è adeguare il mercato del lavoro alle trasformazioni in atto, dalla rivoluzione digitale accelerata dalla pandemia alla transizione ecologica. Servono nuove competenze. Ma anche nuove organizzazioni adeguate alle filiere produttive in continua trasformazione.

Ma i fondi del Pnrr, secondo il sindacalista, dovranno contribuire anche a colmare l’enorme buco dell’Italia sulle politiche attive, «che sono la grande opera incompiuta dell’economia italiana», ha spiegato. Con l’obiettivo di favorire la ricollocazione verso i settori in crescita e adeguare le competenze alla nuova domanda in arrivo dal mercato.

E a questo vanno affiancate altre priorità: dalla riformulazione della flessibilità alla riduzione del costo del lavoro, dalla capacità di attirare investimenti privati agli investimenti nella formazione, in particolare per giovani e donne.

Il nostro sistema fiscale è vecchio di cinquant’anni, e li dimostra tutti: in questo lungo arco di tempo è cambiato tutto, dal mercato del lavoro alla composizione del reddito familiare.

Luigi Marattin, Deputato Italia Viva

Secondo Marattin, sarà fondamentale anche la riforma fiscale che accompagnerà il Pnrr. Una riforma che dovrà essere in due tempi, ha spiegato il presidente della Commissione Finanze. Il primo tempo è quello della manovra, che prevede 8 miliardi da destinare al taglio delle tasse. Il secondo riguarda la delega fiscale, con il ridisegno complessivo del sistema delle tasse italiane.  «Il nostro sistema fiscale è vecchio di cinquant’anni, e li dimostra tutti: in questo lungo arco di tempo è cambiato tutto, dal mercato del lavoro alla composizione di un reddito familiare», ha commentato Marattin.

Giovani e donne

Sulle esigenze della forza lavoro femminile e giovanile si è soffermata Chiara Gribaudo, che è anche responsabile della Missione Giovani del Partito democratico e prima firmataria della legge sulla parità salariale appena approvata dal Parlamento.

In questi due anni e mezzo sono stati usati troppo gli stage, dobbiamo ricostruire un modello di giustizia sociale. L’apprendistato va reso più snello, più flessibile.

Chiara Gribaudo, Deputata PD

Nel Pnrr, ha spiegato Gribaudo, si vedono miglioramenti sul fronte dell’occupazione delle donne, ma «per l’occupazione giovanile si poteva fare qualcosa in più, in un Paese che ha il 30% di giovani disoccupati».

Un esempio? Intervenire su apprendistato e stage: «In questi due anni e mezzo si sono usati troppo gli stage, dobbiamo ricostruire un modello di giustizia sociale. L’apprendistato va reso più snello, più flessibile, però deve essere rafforzato. La realtà è che negli ultimi anni, sulle politiche dei giovani, si è fatta troppa demagogia: non è vero che sono bamboccioni, non sono stati aiutati».

Nuove regole

«La pandemia ci ha obbligati ad aprire gli occhi e a ripensare quale deve essere il mercato del lavoro del futuro e quali nuove regole dovrà seguire», ha spiegato Andrea Malacrida. «Ci siamo ritrovati, dopo tre anni, nel bel mezzo della pandemia, a dover sospendere il decreto dignità» per evitare ulteriori perdite di posti di lavoro. E anche sul reddito di cittadinanza, tre anni dopo, «ci domandiamo ora cosa abbiano prodotto concretamente gli oltre 2mila navigator incaricati di indirizzare i beneficiari verso un’occupazione». Secondo il manager, lo shock generato dal Covid ha reso evidente come «le iniziative messe in campo finora siano state poco efficaci».

Oggi diventa vitale per il nostro Paese confrontarsi con chi è preparato ed esperto per dare valore al Pnrr sul fronte del lavoro e della formazione.

Andrea Malacrida, AD The Adecco Group Italia

Secondo il white paper realizzato dal Gruppo Adecco, “Re-Start Generation”, il Pnrr genererà 380mila nuovi posti di lavoro tra le donne e 81mila tra i giovani. Ma a patto che si creino nel Paese le giuste competenze per rispondere alla domanda di nuove professioni che gli investimenti genereranno. «Questi numeri diverranno realtà se faremo un forte investimento sulle persone, in modo da renderle protagoniste del proprio futuro», ha spiegato Malacrida. «Ma affinché ciò accada, istituzioni e governo dovranno cambiare marcia».

Malacrida ha esposto, inoltre, la «massima disponibilità» del Gruppo Adecco e dell’intero settore delle agenzie private per il lavoro ad adoperarsi per gestire l’orientamento al lavoro e l’incrocio tra domanda e offerta, puntando in primis sulla formazione. Anche in vista della ricollocazione dai settori in crisi a quelli in rapida ascesa. «Siamo detentori di un osservatorio unico sul mercato del lavoro», ha precisato il manager. «Oggi diventa vitale per il nostro Paese confrontarsi con chi è preparato ed esperto per dare valore al Pnrr sul fronte del lavoro e della formazione. L’obiettivo però non deve essere quello di tamponare un’emergenza, ma costruire in maniera pianificabile un reale percorso di crescita».

Di |2024-07-15T10:06:41+01:00Novembre 29th, 2021|futuro del lavoro, Human Capital, MF|0 Commenti