Stipendio, flessibilità e passione: le priorità della Generazione Z nella ricerca di un lavoro


Lo stipendio resta ancora la variabile principale nella scelta dell’azienda per cui lavorare. Ma per la Generazione Zeta, quella dei nati dopo il 1997, è importante anche trovare un impiego in linea con i propri studi e i propri interessi e che offra soprattutto un buon bilanciamento vita-lavoro. E ben sei su dieci sono disposti ad accettare una busta paga più bassa pur di ottenere un ruolo gratificante e in linea con gli studi compiuti.

In Italia già il 20% degli assunti appartiene alla Generazione Zeta. Motivo per cui è centrale che i datori di lavoro conoscano esigenze e aspirazioni di questo target, in modo da riuscire ad attirare i migliori talenti.

Adecco Italia ha approfondito quali sono i driver principali che orientano le loro scelte lavorative, con una ricerca in partnership Teleperformance, ideatore dell’osservatorio sulla Gen Z “InsiderZ”.

Come anticipato, al primo posto, per distacco, troviamo lo stipendio, che raccoglie il 61% delle preferenze. Seguono a pari merito la volontà di svolgere un lavoro in linea con i propri studi e i propri interessi e il bilanciamento vita-lavoro, entrambi al 32%. Buone performance ottiene anche il tema della flessibilità oraria, individuato come componente fondamentale per la scelta del lavoro dal 30% della Gen Z.

Fra gli indicatori che riscuotono meno interesse, a sorpresa, emerge l’attenzione verso il dipendente, che si ferma al 12%.

Ma, nonostante lo stipendio sia il driver principale delle scelte, la Gen Z non rinuncia ai propri interessi, alla crescita professionale e alla propria soddisfazione. Interessante rilevare che il 74% dei giovanissimi che già lavorano si dichiarano soddisfatti della propria occupazione e il 40% afferma di aver proprio trovato il lavoro della vita.

Eppure, in generale, la ricerca del lavoro viene vissuta come una fase critica dalle giovani generazioni: per il 68% suscita infatti sentimenti negativi, quali preoccupazione (38%), ansia (31%) o rassegnazione (12%).

Differenze di genere e geografiche

In questo contesto, emergono anche differenze notevoli tra uomini e donne e tra aree geografiche.

Sia per i ragazzi che per le ragazze della Gen Z, lo stipendio si conferma il primo fattore determinante nella scelta del lavoro, indicato al primo posto dal 63% dei primi e dal 60% dalle seconde. Le similitudini, tuttavia, finiscono qui.

Al secondo posto, per il 31% dei ragazzi si trova la tipologia di contratto. Mentre le ragazze, nel 39% dei casi, indicano la possibilità di svolgere un lavoro in linea con i propri studi e i propri interessi.

Al terzo posto, i ragazzi della Gen Z mettono, nel 29% dei casi, la possibilità di fare carriera, mentre le ragazze il bilanciamento vita-lavoro (35%).

Differenze interessanti si notano anche nell’importanza che viene attribuita agli aspetti di inclusività in azienda, che per le donne risulta decisamente più importante che per gli uomini. E nell’allineamento fra i valori dell’azienda e quelli personali che, invece, risulta più importante per gli uomini.

A livello territoriale, invece, la busta paga è al primo posto per il 68% del campione nel Nord Ovest, per il 55% nel Nord Est, per il 57% al Centro e 62% al Sud.

Guardando il bilanciamento vita-lavoro, invece, nel Nord Est viene indicato come un fattore fondamentale dal 34% dei rispondenti, contro il 33% del Nord Ovest, il 28% del Centro e il 31% di Sud e Isole. Sia al Centro che nel Sud e nelle Isole, poi, la Gen Z risulta più attenta verso le tematiche ambientali.

Di |2024-06-14T07:37:59+01:00Febbraio 26th, 2024|futuro del lavoro, Human Capital, MF|0 Commenti