InPa, come funziona il nuovo “Linkedin della pubblica amministrazione”


Lo chiamano il “Linkedin” di Stato. Ma il vero nome è “InPa”, il portale unico di reclutamento della pubblica amministrazione creato dal governo Draghi per far fronte alla necessità di nuove figure professionali indispensabili alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Presentato il 23 novembre 2021 dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, la nuova piattaforma fornisce anche una mappa delle opportunità di lavoro nel settore pubblico.

Attraverso InPa, è possibile candidarsi sia ai bandi connessi al Pnrr sia ai concorsi pubblici ordinari. Uno strumento innovativo, adatto alla transizione digitale, alla cui realizzazione hanno contribuito Almaviva e LinkedIn.


Il nuovo protagonismo della pubblica amministrazione

«Costruiamo insieme la nuova Italia», è il claim della campagna di comunicazione creata per lanciare il portale rivolto sia ai cittadini sia alle amministrazioni, con l’obiettivo di «migliorare la qualità del reclutamento attraverso un sistema innovativo digitale che semplifica e velocizza l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pubblico», si legge.

Il portale è rivolto alla selezione del capitale umano necessario per la «messa a terra» del Pnrr, ma rappresenta anche una mappa informativa delle possibilità di impiego nella pubblica amministrazione, con l’obiettivo aggiuntivo di acquisire nuove competenze e attirare nuovi giovani talenti negli uffici pubblici.

InPa supporta le pubbliche amministrazioni italiane nella gestione dei concorsi e nel reclutamento di professionisti sulla base del fabbisogno interno. E, allo stesso tempo, i cittadini e professionisti che desiderano partecipare a concorsi pubblici ed entrare all’interno del network di reclutamento possono caricare il proprio curriculum e candidarsi online. Grazie a diversi protocolli d’intesa, inoltre, inPa può avvalersi anche delle banche dati dei professionisti iscritti agli Albi e di quelle relative professioni non ordinistiche.


Come funziona

Gli utenti possono registrarsi a inPa usando le credenziali Spid o della carta d’identità elettronica. Dopodiché si possono caricare i propri dati, i titoli di studio, il percorso di formazione, le competenze e le esperienze professionali. Dalla propria area riservata, poi, sarà possibile navigare tra avvisi, bandi, procedure concorsuali e quindi candidarsi.

Si sceglie innanzitutto il tipo di selezione tra concorso e opportunità temporanee rivolte ai professionisti. Poi si può scegliere una regione specifica, per passare in rassegna le possibilità occupazionali più vicine. Ma la ricerca può essere condotta anche in base al proprio settore professionale, impostando per giunta anche un intervallo per il salario che ci si aspetta.


Le opportunità negli uffici pubblici

Il ministro Brunetta ha invitato tutti gli italiani a inserire il proprio curriculum sulla piattaforma perché «saranno anni pieni di opportunità sul fronte della domanda di posti di lavoro da parte delle amministrazioni pubbliche, a cui inPa offre un bacino potenziale di almeno 5,6 milioni di curricula, a cui si aggiungono i 15 milioni di iscritti a LinkedIn Italia, con cui è stata siglata un’apposita partnership. Per realizzare i progetti e gli investimenti del Pnrr, ci sarà bisogno di professionisti, tecnici, figure specializzate da assumere con contratti a tempo determinato e incarichi di collaborazione».

Brunetta ha spiegato più volte che con il Pnrr nel settore pubblico si apriranno molte opportunità occupazionali, preannunciando la creazione di oltre 1 milione di posti di lavoro da qui al 2026. Molti saranno contratti a termine, ma alla fine del quinquennio «il 40% di queste persone potrà essere assorbito dalla pubblica amministrazione in forma ordinaria attraverso una procedura concorsuale», ha detto nel corso della presentazione di InPa. Senza dimenticare i posti di lavoro che i professionisti troveranno grazie agli appalti e ai fondi europei.

Grandi numeri che dovranno essere riempiti con i profili e le competenze giuste. E i dati ci dicono che il personale delle amministrazioni pubbliche italiane in molti casi ha urgenza di essere riqualificato e integrato con nuove specializzazioni.

Di |2024-06-14T07:36:45+01:00Gennaio 21st, 2022|Human Capital, Innovazione, MF|0 Commenti