Le startup italiane resistono e crescono, nonostante la crisi


Un segnale di speranza dopo un periodo difficile. È questo ciò che emerge dallo studio effettuato dalla società di venture capital Vc Hub Italia. Secondo lo studio, nel 2020 il 70% delle startup italiane ha effettuato nuove assunzioni. Una tendenza che sembra essere confermata anche nel 2021, con quattro imprese innovative su cinque che vorrebbero ampliare i propri organici.

È un segnale di come, anche in questo periodo, le aziende vogliano continuare a crescere e a migliorarsi. «Le startup creano occupazione di qualità, offrono importanti opportunità di sviluppo professionale e coinvolgono le proprie risorse nella crescita dell’azienda», ha spiegato Francesco Cerruti, direttore generale di VC Hub Italia.


Startup in controtendenza

I dati lo dimostrano: le startup hanno resistito bene al periodo di crisi legato all’emergenza sanitaria da Covid-19. Addirittura, tra il 70% delle aziende che ha assunto, il 20% lo ha fatto arrivando a raddoppiare o a più che raddoppiare il proprio organico.

A trainare il settore sono state soprattutto le aziende nel settore fintech, tecnologia dei servizi e innovazione ingegneristica e informatica. E sono proprio quest’ultime a mostrare i dati migliori: nel 2020 le registrazioni di startup e pmi innovative nel settore Ict hanno raggiunto quota 2006, evidenziando un incremento del 17,9%, superiore di quasi cinque punti rispetto a quelle in tutti gli altri settori (+13,3%), e più di una su tre (il 33,4%) è nata online (contro il 31,4% degli altri settori).

Come tutte le startup innovative, anche quelle Ict sono soprattutto microimprese: due su tre hanno fino a quattro addetti, un capitale proprio inferiore a 10mila euro e un valore della produzione che si pone tra i 100 e i 150mila euro. Quasi una su cinque (il 19,9% per la precisione) è fondata da under 35, ma poche sono le imprese femminili, pari soltanto al 10,7%.

 

Le caratteristiche delle startup italiane

Ma quali sono le caratteristiche delle start up oggi? Il sondaggio evidenzia come il 73% delle aziende abbia organici composti da meno di 20 dipendenti, mentre il 23% si pone tra 20 e 70 e soltanto il 4% ne ha oltre 70. E sono perlopiù giovani: infatti il 63% delle risorse ha meno di 35 anni, mentre il 90% è al di sotto dei 40.

Altri fenomeni da segnalare sono la bassa rappresentanza femminile – soltanto un manager su cinque all’interno del management team è donna – e l’investimento che i dipendenti compiono nei confronti della propria azienda: un lavoratore su quattro detiene infatti equity o stock option della società in cui lavora.

 

Chi sono gli assunti nelle imprese innovative

Per capire chi viene assunto all’interno di una startup bisogna partire da due dati. Il 70% delle startup coinvolte nella ricerca conta più del 70% di laureati tra i propri dipendenti e il 75% di esse assume neolaureati senza esperienza lavorativa, arrivando a una quota che può sfiorare anche il 30%.
Quanto alla formula contrattuale, in quattro aziende su cinque l’80% dei dipendenti viene assunto con contratto a tempo indeterminato, svolto perlopiù in Italia visto che il 70% delle aziende ha tutti i dipendenti situati nel nostro Paese.

E per chi cerca di ampliare ulteriormente i propri organici le idee sono piuttosto chiare. La ricerca di VC Hub Italia evidenzia come le aziende siano soprattutto alla ricerca di profili di natura tecnica e scientifica, ma che abbiano anche competenze in ambito ingegneristico, economico, informatico.

Secondo le previsioni, i settori dove si registrerà la crescita maggiore di dipendenti nei prossimi anni sono soprattutto quello dell’ingegneria e del prodotto. Non mancano però le difficoltà: anche le startup hanno difficoltà di reperimento di profili specializzati, proprio come accade per le imprese tradizionali. In particolare nel software engineering, back end technology, data management & advanced analytics e product management.

Di |2024-06-14T07:26:23+01:00Luglio 28th, 2021|futuro del lavoro, Innovazione, MF|0 Commenti