CEO For One Month 2017-09-27T10:13:20+00:00

CEO for One Month 2017: il Bootcamp

CEO for One Month è il progetto che, all’interno dell’iniziativa internazionale Way To Work, coinvolge 48 Paesi nel mondo e si organizza in due step. In una prima fase, offre a giovani ambiziosi e di talento la possibilità di affiancare per un mese gli Amministratori Delegati di The Adecco Group nei rispettivi Paesi. In un secondo step, invece, fa sì che ogni CEO, come vero e proprio mentore, prepari i candidati a sfidarsi per il ruolo di Global CEO for One Month, accanto all’attuale CEO di The Adecco Group a livello mondo, Alain Dehaze.

Le candidature ricevute, chiuse lo scorso 21 marzo, sono state oltre 11.300: un risultato di cui andiamo fieri e che ci stimola nel rafforzare il nostro impegno nei confronti dei giovani e delle loro potenzialità per contribuire concretamente a migliorare le prospettive sociali ed economiche del nostro Paese. 

Dopo una prima fase di assessment di gruppo, 8 giovani talenti si sono sfidati in quattro giorni di Bootcamp molto intensi, tra prove psicometriche, test, business case, attività creative e colloqui individuali. Un’esigente giuria, insieme al nostro Country Manager Andrea Malacrida, ha scelto la nuova CEO for One Month: Marta Basso, 24enne di Vicenza con un Master of International Business all’Hult International Business School di Londra.

MARTA BASSO

24 ANNI – VICENZA

Master’s degree in International Business

Chi è Marta?

Genuina, immediata, un fiume in piena, le abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerla meglio:

Ciao Marta, cosa credi abbia colpito di te?

L’essere spontanea e diretta.

Leggi l'intervista

Ti aspettavi questo successo?

Forse…

Essere diretti agevola nel mondo del lavoro?

Sì, ma con diplomazia, a patto che non si tratti solo di un cerimoniale. D’altronde, se uno non chiede, non avrà mai.

In quali altri contesti l’immediatezza e la genuinità ti sono state utili?

In tutti i contesti relazionali, dalla vita privata a quella accademica: facendo un bilancio a mio avviso è sempre più utile essere diretti, piuttosto che finti.

Ci sono state volte in cui hai indossato maschere?

Sì, a volte ho provato a tenere a bada il mio modo di essere, di contenermi, in alcuni contesti. Poi, grazie ad alcuni insegnanti, ho capito l’importanza di essere sempre se stessi, e sono ripartita senza freno a mano…

Qual è la tua ambizione professionale?

L’imprenditorialità. Che non vuol dire avere un’azienda mia per forza, ma fare qualcosa che mi appassioni. Non riuscirei a lavorare in un contesto che non mi appassiona, e non credo sia possibile esprimere potenzialità in un contesto in cui non ci si sente coinvolti pienamente.

Cosa significa imprenditorialità per te?

Significa costruire, volersi mettere in gioco, voler imparare, essere umili. Il fine ultimo, che non è un obiettivo ma una tappa del mio percorso, e che già un po’ credo di riuscire a fare, è essere d’aiuto agli altri. Per me è molto importante aiutare a comprendere che il cambiamento non è sempre negativo, che occorre avere consapevolezza di sé, e che la genuinità è uno strumento molto importante.

Quali sono le esperienze che ti hanno fatto crescere di più nella vita?

Nell’estate 2013 ho lavorato in Perù occupandomi di business development. Quest’esperienza mi ha cambiato la vita, è stata formativa socialmente, professionalmente e personalmente. Ho scoperto un mondo difficile, duro, diverso, e sono diventata più indipendente ma soprattutto più consapevole di cose che prima a malapena conoscevo.

Qual è la tua passione più grande?

Il calcio e il basket. Da un anno alleno anche una squadra di bambini nella società vicentina in cui sono cresciuta. I bambini sono fonte costante di discussione, ispirazione, esperimenti e sfide e questa esperienza mi permette di testare le mie capacità di motivare un gruppo, ma anche di consolare.

Sei anche una startupper… Ci racconti qualcosa?

Ho fondato una start up che si occupa di smart mobility quando ero a studiare a Londra, insieme ad altri tre italiani. Là, grazie al contesto accademico e all’atmosfera che si respira, ho capito che è possibile rimboccarsi le maniche e fare qualcosa da sé. D’altronde l’ambiente del master e l’atteggiamento da mentori dei docenti ci hanno stimolato ad avviare questo progetto.

Di cosa hai paura?

Aspetta, ci devo pensare un attimo… Direi che sono due le mie paure: una è che il mio modo di fare e di essere venga interpretato come “costruito”; e poi il fatto di non riuscire a far emergere, nel lavoro o magari in futuro da figli che avrò, le leve giuste nelle persone perché si sentano stimolate e possano crescere. È una paura che ho sempre avuto, quella di non poter dare un contributo positivo.

È importante lasciare il segno per te?

Sì, molto. Non nel senso di diventare famosa, ma di lasciare un’impronta in qualcuno o su qualcosa.

Cosa fai nel weekend per divertirti?

Oltre a incontrare gli amici durante l’aperitivo, che in Veneto come si sa è una tradizione, in generale sono una sportiva: ho fatto nuoto fino a 10 anni e basket fino a 14, vado quotidianamente in palestra e mi piace andare allo stadio o seguire il calcio in tv o al pub. Mi piace rilassarmi in spa e, dimenticavo, sto frequentando anche il corso per diventare sommelier…

Che sogni hai per il futuro?

Vorrei comprare la mia squadra del cuore, il Vicenza calcio: ho persino un tatuaggio della squadra, sulla caviglia. E mi piacerebbe partire per un road trip coast to coast negli Stati Uniti con le amiche.

Il tuo motto?

Ho un hashtag che uso spesso #StopWhining, ovvero: smettere di lamentarsi e iniziare ad agire. Agire e provare è la vittoria. Il percorso stesso è la vittoria. L’importante è saperselo godere e celebrare i micro successi.

Cosa ti aspetti da questo mese?

Imparare tantissimo e assorbire come una spugna.

Rivivi il successo delle passate edizioni

Bootcamp 2016

Bootcamp 2015

ED BROADHEAD

VINCITORE GLOBAL

EDIZIONE 2017

“Se non chiedi,
la risposta sarà sempre no”

Questo il motto del talentuoso Ed, il 23enne inglese vincitore a livello globale dell’edizione 2017 di CEO for One Month.
Il giovane ingegnere, con un master all’Università di Cambridge e una passione per rugby e vela, si è aggiudicato la finalissima di Parigi sbaragliando la concorrenza di altre 117.571 candidature.

Ora lo aspetta un mese intenso: visiterà 10 Paesi in 3 continenti diversi al fianco di Alain Dehaze dal 20 settembre al 20 ottobre.

Guarda la proclamazione di Ed, Global CEO for One Month 2017

Guarda cosa sta succedendo

Freelance, carriera e ambizioni dei professionisti in un nuovo equilibrio del mercato del lavoro

Flexible, contingent, gig workers: modi diversi per identificare il lavoro autonomo o freelance...

The Adecco Group al 2° posto tra i World’s Best Workplaces di Great Place To Work

Costruire, giorno dopo giorno, un’organizzazione solida e basata su basi inclusive ed etiche, è una scelta...

The Adecco Group al 4° posto tra le Most Socially Engaged Staffing Companies

Comunicare in maniera chiara e trasparente contenuti utili e rilevanti è lo strumento nelle mani...