La Gen Z nel mondo del lavoro

La Gen Z entra nel mercato del lavoro e, in Italia, rappresenta già il 20% del totale degli assunti. Per questo motivo Adecco, società del nostro Gruppo, ha indagato quali sono i driver principali nella loro scelta del lavoro in una survey in partnership con Teleperformance KS, ideatore del progetto InsiderZ, un osservatorio dedicato alla Gen Z.

Fra gli indicatori che riscuotono meno interesse, a sorpresa, emerge l’attenzione verso il dipendente, che si ferma al 12%. Ancora meno successo l’allineamento fra valori personali e aziendali, l’impegno verso la sostenibilità e l’ambiente, e i benefit aziendali proposti, tutti fermi al 9%. Buone performance ottiene invece il tema della flessibilità oraria, che è individuato come componente fondamentale per la scelta del lavoro dal 30% della Gen Z.

Nonostante lo stipendio sia il driver principale delle scelte, la Gen Z non rinuncia ai propri interessi e alla crescita professionale: ben sei su dieci sono infatti disposti ad accettare uno stipendio più basso in cambio di un ruolo gratificante e in linea con gli studi compiuti. Probabilmente anche per questa ragione ben il 74% dei giovanissimi che già lavorano si dichiarano soddisfatti della propria occupazione e il 40% afferma di aver proprio trovato il lavoro della vita.

Più che per il lavoro in sé, infatti, sembra che sia la ricerca dello stesso a portare tensione alle giovani generazioni: il 68% associa a questa fase sentimenti negativi, legati principalmente a preoccupazione (38%), ansia (31%) o rassegnazione (12%).

Per comprendere più nel dettaglio quali sono le leve che le aziende devono mettere in campo per attrarre i talenti della Gen Z, la ricerca di Adecco ha inoltre evidenziato alcune differenze che intercorrono fra uomini e donne e fra le diverse aree geografiche.

Differenze di genere

Sia per gli uomini che per le donne della Gen Z, lo stipendio è il primo fattore determinante nella scelta del lavoro, indicato al primo posto dal 63% dei primi e dal 60% dalle seconde. Le similitudini, tuttavia, finiscono qui. Al secondo posto, infatti, per il 31% degli uomini si trova la tipologia di contratto, mentre per le donne, nel 39% dei casi, la possibilità di fare un lavoro in linea con i propri studi e i propri interessi. Al terzo posto gli uomini della Gen Z mettono nel 29% dei casi la possibilità di fare carriera, mentre le donne il bilanciamento vita-lavoro, al 35%. Altre interessanti differenze si notano nell’importanza che viene data agli aspetti di inclusività in azienda, elemento decisamente più importante per le donne che per gli uomini, con un 16% vs 10%; e nell’allineamento fra i valori dell’azienda e quelli personali che, invece, risulta più importante per gli uomini, con un 11% vs un 6%.

Differenze geografiche

Lo stipendio risulta al primo posto in tutta Italia nelle scelte del lavoro per la Gen Z, seppur con alcune differenze: 68% delle preferenze nel Nord Ovest, 55% nel Nord Est, 57% nel Centro, 62% al Sud. Guardando il bilanciamento vita-lavoro, invece, nel Nord Est è un fattore fondamentale per il 34% dei rispondenti alla ricerca, contro il 33% del Nord Ovest, il 28% del Centro e il 31% di Sud e Isole. La Gen Z risulta più attenta verso le tematiche ambientali, sia al Centro che nel Sud e nelle Isole. L’impegno del datore di lavoro è considerato derimente nel 10% dei casi per queste aree geografiche, che non si discosta molto dal 9% del Nord Est, ma che invece inizia a mostrare un gap decisamente più ampio con il Nord Ovest, dove questo aspetto si ferma al 7%.

“L’ingresso sempre più ampio della Gen Z nel mondo del lavoro impone alle aziende riflessioni approfondite per comprenderne desideri e aspettative. Le differenze culturali fra le generazioni devono infatti essere analizzate nel profondo, per riuscire a implementare strategie e piani che possano essere efficaci nell’attrarre talenti. Questa ricerca di Adecco, nata proprio per ascoltare la Gen Z, fornisce a recruiter e aziende gli strumenti per comprendere cosa serve realmente per essere attrattivi verso i più giovani e avviare quindi percorsi di brand awareness e recruitment che rendono il mondo aziendale più coinvolgente e interessante per questa nuova generazione” commenta Virginia Stagni, Chief Marketing Officer di The Adecco Group.

Guarda cosa sta succedendo

Di |2023-10-20T10:08:45+01:00Ottobre 5th, 2023|Uncategorized|0 Commenti